OSHO
Mai nato Mai morto. Ha solo visitato il pianeta Terra tra l' 11 dicembre 1931 e il 19 gennaio 1990"
Con queste parole immortali, Osho detta il suo epitaffio e allo stesso tempo elimina la necessità di una biografia. Dopo aver cancellato il suo nome, accetta il termine "Osho" spiegando che esso deriva dal termine giapponese con cui vengono indicati i Maestri. "Non è il mio nome, è un suono di guarigione".
"Il mio approccio alla vostra crescita è essenzialmente quello di rendervi indipendenti da me. Qualunque tipo di dipendenza è una schiavitù, e la dipendenza spirituale è la peggiore fra tutte la schiavitù. Ho fatto ogni sforzo per rendervi consapevoli della vostra individualità, della vostra libertà, della vostra totale capacità di crescere senza aiuto da parte di nessuno. La vostra crescita è qualcosa di intrinseco al vostro essere interiore: non proviene dall'esterno — non è un'imposizione, un compito, è una rivelazione."
"Non vi sto insegnando nulla. Non ho alcun messaggio,
non vi sto convertendo… Va benissimo che la gente mi trovi pieno di contraddizioni, perché solo un banalissimo erudito si preoccupa di dire cose sensate. Al contrario c'è un uomo che parla non per trasmettere conoscenze, bensì poesia, non conoscenze ma significato, non conoscenze bensì un profumo, una presenza… Io non ho nulla da dirvi, ma molto da condividere con voi." - Osho
Le sue meditazioni: dalla periferia al tuo centro.
"Tutte le tecniche di meditazione che vi ho dato non dipendono da me - la mia presenza o meno non farà alcuna differenza - dipendono da voi; perché funzionino è necessaria non la mia, ma la vostra presenza."
Le meditazioni di Osho si differenziano da quelle tradizionali perché sono meditazioni attive, che usano il movimento, il caos e la catarsi prima di arrivare al silenzio. I punti chiave di questo approccio sono: Il passaggio attraverso l'azione e l'espressione corporea.La liberazione delle emozioni represse. A differenza delle tecniche antiche che richiedono di stare seduti immobili in silenzio, le pratiche di Osho (come la famosa Meditazione Dinamica) iniziano con la respirazione, la catarsi (urlare, piangere, ridere) i salti, la danza per scaricare lo stress accumulato nel corpo.: L'essere umano moderno è troppo pieno di pensieri e tensioni quotidiane per poter meditare subito in pace; serve prima un "fuoco" energetico per bruciare il caos mentale ed entrare nello stato consapevole.
"Ricorda il tuo spazio intimo,
solo ricordalo.
Non c'è nulla da raggiungere,
niente da diventare.
Siete già quello che cercate
per vie diverse,
su percorsi diversi."
